di Luca Gallerano- Coord. Comitato Giuseppe Borea -Piacenza
Progetto per l' Italia
Gli eventi accaduti in questi giorni ci offrono un'occasione per provare a riflettere, sopraffatti dai messaggi multmediali che ci assalgono costantemente, sul senso della parola "Giustizia". La parola è usata e abusata spesso in più sedi da personaggi che la utilizzano per aumentare il gradimento di coloro che (passivamente) ascoltano. Come già forse qualcuno ha detto, stiamo vivendo un periodo in cui vi è stato un cortocircuito all'interno della nostra società. Pensiamo un attimo con orrore ai bambini usati come strumento per catalizzare le attenzioni dei media nella sanguinosa guerra tra Hamas e Israele, con avvilimento la mancata estradizione di un noto terrorista assassino, con stupore e sdegno la scarcerazione dello stupratore di capodanno, senza mai dimenticare le morti bianche ormai all'ordine del giorno. Potremmo continuare la lista tranquillamente.In questi tempi coloro che hanno l'onore di ricoprire cariche istituzionali e anche coloro che stanno all'opposizione dovrebbero abbandonare gli indugi e agire per porre dei rimedi."Non è più il tempo della formalità e della buona educazione" ha detto qualche giorno fa il vescovo episcopale T.D. Jakes al nuovo Presidente degli Stati Uniti, quando mancavano 3 ore al giuramento, e lui con la famiglia si era recato nella chiesetta di St. John, a due passi dalla Casa Bianca per la funzione mattutina. "Ora è il tempo delle decisioni.Che la forza sia con te."Obama non si è scomposto, come politico che propone un rinnovamento coraggioso, partito dal basso e senza i finanziamenti delle Corporazioni. Un presidente che ha usato e usa il termine "Giustizia" finalmente in modo nuovo e che la nostra politica dovrebbe prendere ad esempio.