LAVORO

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martedì 27 gennaio 2009

Justice

di Luca Gallerano- Coord. Comitato Giuseppe Borea -Piacenza
Progetto per l' Italia
Gli eventi accaduti in questi giorni ci offrono un'occasione per provare a riflettere, sopraffatti dai messaggi multmediali che ci assalgono costantemente, sul senso della parola "Giustizia". La parola è usata e abusata spesso in più sedi da personaggi che la utilizzano per aumentare il gradimento di coloro che (passivamente) ascoltano. Come già forse qualcuno ha detto, stiamo vivendo un periodo in cui vi è stato un cortocircuito all'interno della nostra società. Pensiamo un attimo con orrore ai bambini usati come strumento per catalizzare le attenzioni dei media nella sanguinosa guerra tra Hamas e Israele, con avvilimento la mancata estradizione di un noto terrorista assassino, con stupore e sdegno la scarcerazione dello stupratore di capodanno, senza mai dimenticare le morti bianche ormai all'ordine del giorno. Potremmo continuare la lista tranquillamente.In questi tempi coloro che hanno l'onore di ricoprire cariche istituzionali e anche coloro che stanno all'opposizione dovrebbero abbandonare gli indugi e agire per porre dei rimedi."Non è più il tempo della formalità e della buona educazione" ha detto qualche giorno fa il vescovo episcopale T.D. Jakes al nuovo Presidente degli Stati Uniti, quando mancavano 3 ore al giuramento, e lui con la famiglia si era recato nella chiesetta di St. John, a due passi dalla Casa Bianca per la funzione mattutina. "Ora è il tempo delle decisioni.Che la forza sia con te."Obama non si è scomposto, come politico che propone un rinnovamento coraggioso, partito dal basso e senza i finanziamenti delle Corporazioni. Un presidente che ha usato e usa il termine "Giustizia" finalmente in modo nuovo e che la nostra politica dovrebbe prendere ad esempio.

domenica 18 gennaio 2009

Lula e i "quei bravi ragazzi" amici del Brasile

Probabilmente rivedremo le foto di Cesare Battisti sulla spiaggia di Copacabana e come quando fu scovato, in tanti torneranno ad indignarsi. Ci indignano le motivazioni politiche per giustificare la decisione di non estradare un assassino, e la scusante, a noi rivolta di non rispettare l'incolumità dei detenuti. Dobbiamo ricordare, che la tortura è praticata in altri Stati, anche in quelli sudamericani, non certo da noi. Le maggiori organizzazioni per la tutela dei diritti civili dei rifugiati politici denunciano e condannano i metodi usati dalla polizia brasiliana, tristemente noti per l'uso sistematico della tortura. In Italia abbiamo altri problemi, un eccessivo affollamento delle carceri, un sistema giudiziario che talvolta consente ai colpevoli di uscire troppo presto anche senza aver scontato la pena.Dal presidente Lula non possiamo accettare lezioni. Come erroneamente si cerca di far passare Battisti non è stato condannato per la sua attività politica, ma perché è responsabile dell'omicidio di quattro persone. Processato e condannato.Dunque sono più che giustificate le proteste e le iniziative diplomatiche di queste ore. Non ultima quella del nostro Presidente Giorgio Napolitano. Ma ci saremmo aspettati che anche dall'opposizione si levasse una voce per un sostegno più rumoroso alle iniziative volte a spingere il Brasile a un ripensamento. Lula non ha offeso un governo o una maggioranza, ha offeso la nostra democrazia, patrimonio di tutti gli italiani.
Ing Luca Gallerano
Coordinatore Comitato Giuseppe Borea - Piacenza -
Progetto per l'Itala
Verso una buona politica

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